Shiatsu

Shiatsu

La stanza Shiatsu di Bioèssere

Bioéssere é specializzato nel trattamento Shiatsu, dal giapponese Shi = dito e atsu = pressione. É una tecnica di riequilibrio energetico del corpo diffusa in Giappone sin dal VI secolo, affonda le sue radici nelle forme di manipolazione e massaggio tradizionali cinesi, come lo am-ma, lo an-fa, il tui-na.
Non è un massaggio, come molti credono, e nemmeno un trattamento rilassante: é un metodo che tramite pressioni mirate su alcuni punti del corpo riporta in equilibrio l’energia interiore e dona benessere a tutto l’organismo.

Il mondo dello Shiatsu é molto più ricco e sfaccettato di quanto pubblicamente si conosca e presenta delle caratteristiche che meritano attenzione per l’ampiezza sociale della sua diffusione: molte migliaia di persone di diversa età, sesso e condizione sociale, si accostano oggi allo Shiatsu, per apprenderlo o riceverlo.

Notevole anche l’orientamento culturale che vi si esprime: lo sviluppo dello Shiatsu si é infatti intrecciato in questi anni ad una vasta e seria attività di esplorazione e interpretazione del pensiero e delle pratiche tradizionali della cultura orientale producendo ovunque, anche in Italia, una ricca ed interessante bibliografia. Significato culturale ha anche la fondamentale importanza metodologica che in tutto il percorso formativo viene data all’esperienza: il suo valore riconosciuto é quello di fondamento e compagno necessario di una conoscenza flessibile, capace di un approccio non preordinato con la realtà.

 

Storia

A partire dal VI secolo giunsero e si stabilirono in Giappone dei monaci buddisti che favorirono una larga diffusione dei princìpi della medicina tradizionale cinese e ne costituiscono il fondamento teorico. Dopo secoli di diffusione, nel 1911 venne emanata una legge che riconosceva ufficialmente l’agopuntura, l’an-ma e la mo-xa.

La stessa legge lasciava la possibilità di praticare anche altre forme di trattamento non riconosciute e questo avrà una particolare rilevanza nella nascita e nello sviluppo iniziale del metodo Shiatsu. Infatti nel 1964, una nuova normativa definì lo Shiatsu come una forma di cura autonoma e distinta dalle altre tecniche venendo così definito: La shiatsuterapia è una forma di manipolazione che si esercita con i pollici, le altre dita e i palmi delle mani senza l’ausilio di strumenti, meccanici o d’altro genere. Consiste nella pressione sulla cute intesa a perseguire e conservare lo stato di salute dell’individuo nella sua interezza.

Cominciano così a ricoprirsi di prestigio le prime scuole specifiche per il suo insegnamento e tra queste quella creata nel 1940 da Tokujiro Namikoshi, che ha avuto il merito di essere stato il primo a dare una organizzazione didattica essenziale alla metodologia Shiatsu.

Successivamente il Maestro Shizuto Masunaga, inizialmente collaboratore di Namikoshi, ha elaborato una metodologia di Shiatsu che si basa sulla visione energetica del ricevente in quanto persona, fondando l’associazione di Shiatsu Iokai. L’apporto di Masunaga in termini di evoluzione è stato determinante per il successivo sviluppo dello Shiatsu oltre i confini del Giappone. Fin dalla sua nascita, che risale al periodo tra le due guerre mondiali si è caratterizzato per la staticità della pressione che viene portata perpendicolarmente alla superficie del corpo. Infatti non esistono nello Shiatsu sfregamenti, impastamenti, manipolazioni, utilizzo di oli o altro; le pressioni entrano in profondità senza scivolare sulla pelle e producono uno stimolo a cui l’organismo della persona trattata “risponde”, recuperando e manifestando dal profondo le proprie risorse vitali. In Italia come nel resto d’Europa lo Shiatsu si diffonde all’inizio degli anni settanta, quando trova un ambiente particolarmente favorevole alla propria diffusione ed al proprio sviluppo, come “terapia alternativa” in risposta alla crescente domanda di salute ed alla difficoltà a fornire risposte della medicina istituzionale.